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giovedì 19 gennaio 2017

Lavoratori autonomi e malattia: la storia di Paola Verdiana

"Seguo da sempre il tuo blog, in quanto lavoratrice autonoma, all'epoca vedendo un tuo video mi ero indignata di quanto siamo "mal messi" noi lavoratori in proprio. Poi nel 2015 ho scoperto un tumore al seno anche io, ad aprile, (ho un hotel e sono cuoca), improvvisamente ho dovuto mollare tutto, fortunatamente la mia famiglia ha portato avanti la stagione ormai imminente, solo con il servizio di b&b, per via dell'assenza della cuoca... Da lì sono iniziate tutte le cure ma anche le disavventure......

Una mastectomia con protesi definitiva, con ferita mai richiusa e necrosi di tutta la parte, un dolore assurdo con febbre che non scendeva nonostante antibiotici e il chirurgo che non voleva togliermi la protesi e io volevo fare la chemioterapia, (20 linfonodi in metastasi su 23 tolti, con coinvolgimento di qualche vaso e quant'altro) dopo un mese rimozione protesi in un altro ospedale, chemio, radio.
A settembre appena passato provano a mettermi un espansore, tutto ok perfetto, peccato che mi trovano una costola rotta sotto l'espansore, al che, stanca del male, delle continue visite prendo la decisione di toglierlo e rimanere con un seno sì, uno no. 
Contando che è una bella rottura compensare la diversità tra una parte e l'altra. Tutto questo sarebbe "quasi niente" se non fosse che ho dovuto sospendere l'attività temporaneamente, chiudere l'hotel, non poter avere più un lavoro, le continue visite, i dolori, il linfedema al braccio...
E la totale mancanza di soldi per poter pagare i contributi inps che mi richiedono, la pensione che mi versano non basta a coprire un niente delle spese di viaggio per le visite. 
Dire che ti capisco benissimo è del tutto superfluo.
Compio 32 anni a febbraio, sono arrabbiata e triste. Vorrei tornare a cucinare, vorrei riprendere in mano la mia vita. E tutto questo è tanto tanto difficile. 
Del resto ho provato ad iscrivermi all'agenzia del lavoro ma il curriculum di una lavoratrice in proprio "caduta in disgrazia" e iscritta alla legge 68 è cestinato da tutti, non uno mi ha contattata per un colloquio. Eppure a parte sollevare pesi io potrei svolgere molti lavori con attenzione ed esperienza, ma tant'è... non siamo "appestati" abbiamo solo limitazioni temporanee...
Grazie per tutto quello che fai. La tua battaglia è anche la mia, e anche se la vita, lo Stato e tutto il resto non l'hanno ancora capito, non ci arrenderemo. 
Un abbraccio da una sconosciuta che conosce bene la tua realtà..."

Paola Verdiana

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