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domenica 15 gennaio 2017

Lavoratori autonomi e malattia: aiutatemi ad aiutare una di noi

A chi mi rivolgo? A chi mi conosce ed a tutti coloro che mi hanno dimostrato in questi ultimi 3 anni stima e riconosciuto credibilità. Ai liberi professionisti ed a chi segue la battaglia di Afrodite K. Ai tanti lavoratori dipendenti consapevoli che gli insufficienti o mal applicati diritti che hanno in caso di malattia rappresentano invece per molti altri diritti assolutamente inesistenti o ridicoli. A tutti coloro che conoscono il cancro perchè ci sono passati o hanno assistito i loro cari. A quelli che non sopportano le iniquità e vogliono essere vicini a chi soffre. E infine a tutti coloro che sono grati di ciò che hanno (familiari che stanno loro vicini, uno straccio di sicurezza economica ed una salute che tutto sommato regge) sapendo che ad altri non è toccata la stessa fortuna. C'è bisogno di voi gente....

Potrei descrivere con ricchezza di particolari raccapriccianti tutto ciò che sto vivendo personalmente e vedo accadere alla carissima amica che sto aiutando, la mia "piccoletta".
Ma, tenendo conto che sto parlando pubblicamente voglio proteggere il più possibile questa persona.
La voglio proteggere dal punto di vista umano per un sacro pudore a cui io personamente ho rinunciato da anni, visto che ormai sono a tutti gli effetti un testimonial pubblico, ma che rispetto profondamente negli altri.
La voglio proteggere anche dal punto di vista professionale. Si tratta di una libera professionista freelance che fa un lavoro molto particolare con un target altrettando particolare di clientela e non può permettersi di sbandierare ai quattro venti il suo stato di salute e le difficoltà materiali che sta attraversando.
Per questo mi limiterò a fare una sintesi giornalistica della situazione:
  • donna
  • paziente oncologica con recidiva tumorale rara e complessa
  • in terapia salvavita "pesante" + terapia del dolore
  • professionista con partita iva appartenente alla gestione separata Inps che non può ottenere  nemmeno quello straccio di indennità di malattia prevista a causa dello sbarramento di quel minimo di 3 mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti la malattia (non importarta se, come lei dal 1998 ha versato alla GS circa 100.000€ di contributi!)
  • vive sola (nessun marito o figli che possano aiutarla economicamente, solo un parente che vive all'estero sul quale purtroppo possiam contare poco).
Al di là dell'aspetto medico (che ci da già il suo bel daffare) qua siamo in presenza di grosse difficoltà economiche. Sono aumentate tutta una serie di spese di contorno, la sua attività professionale è completamente ferma (e lo sarà per un bel pò): non c'è più alcuna entrata ma solo uscite e costi aumentati.
Chi c'è passato o ha assistito pazienti oncologici conosce bene queste problematiche.
Io stessa ci potrei scrivere un trattato, con la differenza che la mia situazione medica era molto meno seria e ho potuto contare su 2 genitori pensionati ed un fratello.
La mia amica non è stata così fortunata.

Non mi interessa la motivazione personale che vi può muovere, ma se questa storia in qualche modo vi tocca e siete nelle condizioni di poter dare una mano, per favore, fatelo.
E' assolutamente importante che questa persona concentri le sue già scarsissime energie sulle cure e sulle azioni per limitarne gli effetti collaterali purtroppo numerosi, non può doversi preoccupare "anche" delle difficoltà materiali.
Aiutatemi ad aiutare questa persona perchè, se è vero che di persone in difficoltà simili ce ne sono molte, concentrarsi su una nel concreto (che tra l'altro è estremamente rappresentativa di tutta una categoria di persone) è un pò come aiutarne tante.
Dal punto di vista sociale personalmente ho la coscienza più che a posto visto che da 3 anni di faccio in quattro per moltissime persone. Per questo posso permettermi il lusso di impegnarmi adesso per un'unica persona che conosco bene utilizzando quello stesso approccio che mi ha sempre contraddistinto: concretezza ed azione.

Chiaramente io sto già percorrendo tutte le vie di tipo istituzionale (servizi sociali del comune, domande di invalidità civile, domanda di assegno ordinario di invalidità ecc....) ma per tutto questo, se mai riusciamo ad ottenere qualcosa, ci vuole tempo. Nel frattempo i problemi reali e quotidiani vanno gestiti.

Per i motivi che ho già descritto proteggo la privacy della mia amica ma ci metto io la faccia e garantisco io per lei (che vedo e sento giornalmente).
Ovviamente sono disponibile in privato ad aggiungere tutti i chiarimenti del caso. Questo se necessario e solo se necessario visto che non mi fermo un attimo, ho il cellulare incandescente tra chiamate ed sms, devo continuamente dosare le mie energie e occuparmi di mantenere la concentrazione sulle priorità per lei.
Vi chiedo caldamente di interessarvi alla questione solo se volete e potete dare un aiuto concreto. Per tutto il resto, analisi filosofico-sociali, polemiche, lamentele contro lo stato ingiusto, "ma gli altri chi li aiuta?" e chi più ne ha più ne metta, perdonate la crudezza, ma comprenderete che non è questo il momento.

COSA FARE CONCRETAMENTE?

E' sufficiente che mi scriviate (utilizzando mail, messaggi su Facebook o whatsapp) ed io vi invierò un link per effettuare una donazione attraverso PayPal (se non avete un account paypal troviamo un altro modo....).
Ecco i miei riferimenti:

Daniela Fregosi in arte Afrodite K
afroditekappa@gmail.com
333.5837472

2 commenti:

  1. io sono nelle sue stesse condizioni. in più sono sola vedova senza uno straccio di amica che mi aiuti. cosa posso fare? solo tanti auguri sinceri perché non c'è nulla che io possa fare, mi dispiace tanto per tutte e due.

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    1. Ecco alcuni strumenti: servizi sociali del comune di appartenenza + domanda di invalidità/handicap + assegno ordinario di invalidità (se lavoratrice)+ modello ISEE per avere alcune facilitazioni per esempio sulle bollette + Preghiere al Signore se ci credi. Un abbraccio e tantissimi auguri!!!

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