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mercoledì 21 dicembre 2016

La malattia dei lavoratori autonomi: attiviamoci tutti per segnalare alla Camera una pericolosa "trappola"

Sì lo so, ci sono le feste e siete tutti intontiti da Alberi di Natale, preparazioni varie di pasti e cenoni, regali ed addobbi. Ma come funziona lo sappiano no? Spesso le leggi procedono (con le loro piccole trappole interne) proprio nei periodi di maggiore distrazione (feste e vacanze estive). Nell'articolo di oggi del Sole24Ore si ricorda l'avvio della discussione in Commissione Lavoro alla Camera del testo dello Statuto dei Lavoratori Autonomi. Da tempo sto segnalando una pericolosissima insidia contenuta nella parte dedicata alla malattia che va assolutamente gestita con qualche emendamento prima che il testo sia votato, altrimenti molte partite iva saranno escluse dalle, già poche, tutele previste. Io sto facendo quello che posso sollecitando i media ed i miei personali contatti con associazioni parlamentari. Ma dovete muovere il culetto anche voi se volete proteggere voi stessi, i vostri cari o semplicemente il senso di equità e giustizia. Attivate ogni vostro contatto utile perchè ecco cosa sta succedendo.....

La Commissione Lavoro della Camera inizierà a discutere il testo del DDL 2233 “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, approvato dal Senato il 3 novembre. Il testo contiene un'importante sezione dedicata alla MALATTIA nella quale sono state inserite alcune delle richieste previste dalla Petizione di Afrodite K "Diritti e tutele per i lavoratori autonomi che si ammalano", vediamo quali....
La Petizione di Afrodite K appoggiata dall'Associazione dei Freelance ACTA, ha raggiunto circa 105.000 firme, e chiede che venga rispettata la Costituzione Italiana (nei suoi articolo 3-32-38-53) e la risoluzione del Parlamento Europeo) per dare anche agli autonomi la possibilità di una malattia dignitosa visto che sono lavoratori e contribuenti come gli altri. Nello specifico vediamo le nostre richieste in rapporto al testo attualmente al vaglio della Camera:
  1. Indennità di malattia che copra l'intero periodo di inattività (i 61 giorni massimo in un anno concessi alla gestione Separata Inps sono ovviamente ridicoli in caso di patologie gravi e prolungate) - il testo prevede la possibilità di arrivare a 180 giorni attraverso l'escamotage dell'equiparazione con la degenza ospedaliera (punto 4), su questo punto quindi ok.
  2. Indennità di malattia a chi abbia un minimo contributivo all’INPS di almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa (e non solo negli ultimi 12 mesi perchè questo penalizza chi ha versato per una vita ma nell'ultimo hanno, prima di ammalarsi, ha avuto la sfortuna di lavorare di meno) - questo aspetto importantissimo è stato totalmente trascurato e costituirà uno dei motivi per cui lavoratori autonomi che magari hanno lavorato una vita ma pochissimo nell'anno prima di ammalarsi, non potranno accedere alle agevolazioni del punto 1 e 4. "Fatta la legge, trovato l'inganno". Questo non deve assolutamente passare!!
  3. Ridefinizione delle indennità economiche su valori che siano effettivamente sostitutivi del reddito (80% del reddito per la malattia ospedalizzata e 30% per quella domiciliare), usando come parametro il reddito percepito prima della malattia - il testo prevede, in caso di equiparazione indennità di malattia/indennità di degenza ospedaliera, il raddoppiamento della cifra riconosciuta. Raddoppio sì ma rispetto a quale punto di partenza? Le cifre riconosciute sono comunque molto basse.
  4. Indennizzo economico che permetta l'equiparazione tra malattia e degenza ospedaliera in caso di terapie invasive (chemio, radio etc) - il testo lo prevede in caso di "malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100%". Bene, benissimo, ma se le terapie previste non sono salvavita e comunque le complicazioni che hai ti tengono fermo per mesi e mesi (oltre i 60g tutelati), in tasca ce l'hai ugualmente.
  5. Riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia - il testo del Senato non ne parla..... per i dipendenti questo è scontato, per gli autonomi?
  6. Possibilità di sospendere e congelare tutti i pagamenti (INPS, IRPEF....), che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa (e senza l'applicazione di more perchè non si può tassare una malattia) - il testo lo prevede ma solo per i contributi. Vorremmo vedere scritto nero su bianco che almeno la rateizzazione non venga penalizzata da interessi e more altrimenti lo Stato diverrà lo strozzino dei malati. Su questo punto Maurizio del Conte Presidente dell'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Sì, proprio lui, quello al quale dobbiamo il testo iniziale dello Statuto dei lavoratori autonomi) ha risposto personalmente ad Afrodite K assicurando che le more non ci saranno. Stiamo a vedere....
  7. Esclusione "certa" dagli studi di settore e non sulla base del buon senso (contando solo sul fatto che, se chiamati dall'Agenzia delle Entrate basti un certificato medico) - il testo del Senato non ne parla ma sembra che comunque questo argomento verrà inserito nella prossima Legge di Stabilità
Cosa fare quindi?
Chiaramente la priorità adesso va soprattutto al punto 2 in rosso. Deve essere assolutamente modificato prevedendo di togliere quel pericoloso sbarramento. Non è possibile limitare gli accessi alle, già poche, prestazioni assistenziali vincolandole alle caratteristiche dei soli ultimi 12 mesi di lavoro. Un dipendente può essere entrato anche solo da pochi mesi in un'azienda ed avere tutte le tutele del caso se colpito da malattia grave. Una partita iva invece, pur avendo magari pagato anni ed anni di contributi, se si ammala dopo un periodo di scarso lavoro, deve essere considerato una merdaccia? Ma siamo alla follia! Anzi no, siamo all'incostituzionalità direi.....
Io sto facendo quello che posso ed ho scritto a tutti i deputati con cui sono personalmente in contatto (di estrazione partitica diversa) mettendoli "in chiaro" così li responsabilizziamo un pò, vediamo chi si mobilita: Paola Binetti, Chiara Gribaudo, Tiziana Ciprini, Giorgia Meloni, Vincenzo D'Arienzo, Gessica Rostellato, Walter Rizzetto, Marialucia Lorefice, Michele Ragosta, Samuele Segoni, Andrea Romano, Cesare Damiano, Antonio Placido, ma anche voi attivate ogni vostro contatto in sede parlamentare!!
Attivatevi anche voi se avete contatti alla Camera dei Deputati!!

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